Ma ora egli sentiva tanta nausea per queste due parole, per quanto già avea sentito di ossequio.

Beatus poteva dire a quella sciagurata: «andatevene, insomma, da casa mia». Probabilmente essa non si sarebbe buttata a [pg!170] fiume, ma avrebbe buttato quella cosa che aveva nel ventre giù per il condotto di una latrina.

Invece della vita, la morte: due cose forse uguali, benchè sembrino diverse, perchè la vita manda buon odore; la morte, cattivo.

Eppure Beatus non disse a Scolastica: «andate!». Ma un giorno che la sciagurata affannosamente si trascinava su per la scala con la sporta della spesa, disse:

— Fate venire quell'uomo.

— Quale uomo?

Scolastica, col volto deformato dall'ultima gravidanza, era più orrenda che mai.

— Quello che vi ha ridotta così, — e col dito le accennava il luogo del nascimento.

Ma Scolastica non sapeva bene dove colui stesse di casa, e nemmeno chi fosse. Un calzolaio, un ciabattino, che abitava, che andava a bottega in una tal via.

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