Beatus ringraziò.

In fondo un buon uomo. Se fosse stato cattivo, avrebbe potuto anche ricattarlo d'accordo con Scolastica.

Guai se il mondo fosse cattivo, come dicono i pessimisti!

Invece lui si rimetteva al signore. Era disposto a riconoscere il figlio o la figlia, quello che è; ed anche a sposare Scolastica, se al signore faceva piacere. Tanto per lui era lo stesso.

[pg!179] — Se ci pensa lei, io faccio quello che lei vuole. Io sono così! — e soffiò su la palma della mano.

Lui era felice come un povero autentico che può mettere impunemente la sua firma sotto qualunque cambiale. È sicuro che non pagherà. E questa è una gran consolazione.

— Se lei ci fa le spese, perchè no? La legge è questa: paga chi ha.

Lui non aveva niente: quando aveva quattro soldi, li andava a bere all'osteria. E una volta che il vino è nel corpo, non c'è doganiere che ci possa far pagare il dazio.

Beatus disse:

— Ma, io, mio caro, non son ricco.