«Reclami appena arriva a Napoli», le dice un signore.
«Io apro l'ombrellino», dice la signora.
«L'acqua — dice un altro signore — schizza da tutte le parti. La vettura pare un crivello immerso nell'acqua.»
«Questi temporali — dice un terzo signore —, sono una conseguenza dei bombardamenti sul Piave o su la Piave.»
Dice il primo signore: «Non ci siamo affogati ieri, attraversando lo stretto di Messina, e ci s'affoga ora».
[pg!49] «C'è molto pericolo a traversare lo stretto di Messina?» domanda il terzo signore.
«È un rischio come andare in guerra! Ogni terzo giorno i tedeschi silurano un ferry-boat; anche se i giornali non lo dicono. Noi si è avuta la fortuna di avere avanti di noi un ferry-boat carico di truppa. Hanno silurato quello e noi fummo salvi».
Ma è freddo, veramente freddo. «Io sono tutta zuppa! — dice la signora dell'ombrellino. — Questo signore — indica Beatus — ha avuto giudizio».
Sì, Beatus conservava il giudizio di portare sempre con sè un pastrano di inverno. Ma quell'ombrellino oscillante contro i suoi occhi, gli era tedioso. Cedette il posto d'angolo alla signora e uscì nel corridoio. Lì pioveva con violenza anche maggiore e poi c'erano scorribande di gente. Beatus si rifugiò nella latrina, dove pioveva meno. Guardava i rubinetti che ai tempi della pace versavano acqua fredda e calda, come la fonte presso Troia. La versavano con cortesia in tutte le lingue: warm, kalt. Ora si versa sangue! Ma un urto violento aprì la porta.
[pg!50] «Signora, venga qui che ho trovato un bel posto».