Del resto, tranne alcuni maialetti e galline che passeggiavano già, al primo albore, per le vie, come è consuetudine nelle città del sud, nessuno aveva veduto.
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Questo personaggio, che andava a spasso di primo mattino per una città del sud, si chiamava — come è detto — Beatus Renatus. Era un uomo assestatuzzo e mingherlino, e se avessimo veduto le lettere che erano nelle tasche della giacchetta di orléans nero, avremmo trovato scritto: All'illustre Beatus Renatus.
Dunque era un uomo ragguardevole.
Infatti, prima della guerra, questo Beatus Renatus disponeva di un suo onesto giudizio [pg!4] e delle lucide armi del pensiero dentro la fortezza ossea del cranio.
Ma, da quel tempo, il giudizio si era un po' ottenebrato e le armi inceppate.
Tuttavia Sua Eccellenza il ministro, ignorando questi particolari, aveva affidato a Beatus l'onorevole incarico di ispezionare le scuole, e perciò Beatus Renatus da qualche mese viaggiava l'Italia, e aveva preso molti appunti nel suo taccuino per riferire poi a S. E. il ministro.
Questa perturbazione del suo onesto giudizio si era ripercossa anche all'esterno, perchè quelli che lo avevano conosciuto prima della guerra, dicevano di lui: «Come è invecchiato Beatus Renatus!» I suoi capelli si erano imbiancati stranamente, cioè a zone; quasi a scosse sismiche, prodotte forse dal cataclisma della guerra: zone bianche e zone nere appiccicate ai baluardi delle lunghe tempie. Inoltre se si fosse levato i guanti, sarebbe apparsa una manina esangue, come di una giovanetta morta; la quale mano giustificava come egli non avrebbe mai potuto prendere per il collo quel grosso cittadino del sud.
[pg!5] Egli aveva dunque visitato diverse scuole del nord, ed ora visitava le scuole del sud.
Tanto nell'Italia del nord, come in quella del sud, Beatus Renatus aveva riportato notevoli soddisfazioni in grazia di un campanelluzzo che ancora gli rimaneva nella casa del pensiero, e funzionava ancora abbastanza bene in quanto avvertiva delle cose da dire e delle cose da non dire. Egli prima di parlare, rigettava con garbo la giacchetta e scopriva il bel gilè con la catena d'oro, ovvero spiegava lentamente il fazzoletto, o sfilava anche i guanti: dopo di che parlava con pacata oratoria che si potrebbe dire all'inglese.