[Capitolo VIII. — Una notte a Napoli.]

A Napoli non fu trovato il sonno nel letto dell'albergo. Pensava a quel giovane che forse non può divertirsi con le signorine perchè è avvenuto un piccolo guasto nel cervello; mentre per un guasto alla coda di una lucertola c'è il pezzo di ricambio!

Sono considerazioni tremende, che per fortuna vengono in mente a pochi, se no tutti perderebbero il sonno come Beatus.

E poi c'erano nel letto le bestioline che camminavano sopra il suo corpo, benchè fosse vivo; e facevano venire in mente altre bestioline che subito cominciano a camminare appena il corpo è morto.

E anche queste sono considerazioni che non fanno dormire.

Tuttavia chiamò il cameriere e gli manifestò la sua meraviglia per quelle bestioline. Ma il cameriere mostrò anche lui la sua meraviglia, [pg!63] come volesse dire: «lei dimentica, signorino, che le bestioline sono una nostra specialità come la grotta azzurra e la zuppa con le vòngole».

Veramente il cameriere aveva osservato che anche le bestioline sono figlie di Dio.

«Su questo non cade dubbio, ma è pure un fatto che voi altri napoletani, bravissima gente, del resto, siete di una tolleranza eccessiva verso i vostri parassiti.»

*

Era passata la mezzanotte, e considerando che non era il caso di bussare a migliore albergo dove non ci fossero quelle specialità, pensò di attendere l'ora di riprendere il treno camminando per le vie.