La città sotto la luna nuova, e al lume di rare lampadine velate di azzurro, si elevava fantastica. Ogni tanto, nell'alto azzurro del cielo, spiccava il profilo oscuro di un monumento. Re Angioini? re Borboni? Forse la vendetta del popolo di Napoli, che accolse con festa ogni re, e ogni re abbandonò al suo destino. Ora conserva in pietra o in bronzo i suoi re.

[pg!64] Camminò per una gran via che non finiva mai, e impauriva perchè deserta. Lo turbava il rumore dei suoi passi e gli pareva di essere solo vivo tra i morti, e benchè gli avessero detto che di notte, a Napoli, si incontrano li mariuncielli, quasi li desiderò.

Guardò il cielo per vedere se l'alba apparisse, tanto gli parve aver camminato. Ma l'orologio lo persuase dell'errore. Segnava il tocco appena dopo la mezzanotte. Dunque aveva avuto un senso vertiginoso del tempo! Ma a un certo punto gli parve che se l'alba non fosse mai apparsa, e sempre il mondo fosse stato guardato dal volto maligno della luna, sarebbe stata cosa naturale.

Ma non del tutto deserta la via. Ogni tanto sui marciapiedi, un dormiente, o un gruppo di dormienti. «Beati quelli che dormono in pace pur su la nuda pietra!»

Da un cumulo di cenci si staccava una testolina chiomata d'infante, che posava in profondo oblio. La mano di Beatus Renatus quasi si abbassò per lambire quella testa, ma poi se ne ritrasse. Pure la contemplò a lungo. Finalmente giunse a un luogo dove si vedevano camminare persone che pareano ombre bianche.

[pg!65] Era giunto in via Toledo. La ricordò nel passato: folgorante di luce per tutta la notte estiva. Ora, con la guerra, tutto era chiuso, tutto era buio, fuorchè quella fila in alto di lampadine azzurre: ma la gente lo stesso camminava la notte, vestita di bianco. Perchè cammina di notte? Perchè ha dormito di giorno. Ma parevano fantasmi senza meta. Come si era ristretta così via Toledo?

*

Ma i vichi stretti che salgono su da Toledo, lo attrassero per l'aspetto anche più fantastico e quasi sinistro. Pensò ai mariuncielli, a uomini sinistri, ma non se ne preoccupò. Non incontrò che mucchi di immondezza. I casamenti enormi parevano mostri con le pupille in basso. Erano le stanze a terreno, dette i bassi, ancora illuminate. In alto, lì, non si vedeva il cielo; pareva che una casa posasse la fronte sconsolata su l'altra casa. La casa dell'uomo, lì, era aperta su la via. Si vedevano i grandi letti copertati, che arrivavan fin sull'uscio; si vedevano gran comò con lastre di marmo: su le lastre di marmo posavano statuette di santi e Madonne, [pg!66] vestite di raso bianco, sotto campane di vetro; e davanti alle statue, lucevano globi opachi di lumi a petrolio. Pareva il culto degli antichi Lari. Donne sedevano di fuori, su i limitari.

Una donna, accoccolata, al riverbero di un lume rosso, apriva quei molluschi, che a Venezia sono detti peoci; lì, cozze. In una pentola erano immerse fette di qualcosa simile al pane. La donna toglieva con le mani quel pane e disse a Beatus:

Vulite 'a zupp 'e vòngole?