La chiesa non era nè basilicale nè a cupole, ma un'enorme sala rettangolare, una [pg!80] meravigliosa sala da ballo del Settecento, oltre che una chiesa.
Il soffitto lacunare, a rosoni d'oro, era in gran parte precipitato al suolo, e si vedevano squarci neri, e i graticci staccati e i legamenti interiori e le travi. Miserando spettacolo! Così è il volto dell'uomo! Staccati i muscoli dalle ossa del cranio, non resta che una maschera, fatta come un imbuto di carne. Così è il tuo bel volto, o uomo!
Precipitate, infrante giacevano le statue sul pavimento: ma tante ancora ne rimanevano! Queste parevano, come impaurite, arrampicarsi su per le pareti. Avevano manti svolazzanti, pose estatiche, declamatorie.
Erano santi, erano profeti.
Molti erano gli angioli; grandi angioli di gesso con grandi ali e con vesti succinte. Le loro teste erano chiomate e gli occhi rivolti al cielo. Oh, strani angioli! Il loro volto era amabilmente femmineo, e il loro corpo parea modellato su quello di formosissime donne.
Se l'organo grandissimo, rigonfio di oro, avesse potuto rivivere in un tempo di minuetto, pareva che tutti quegli angioli si sarebbero messi a danzare con begli inchini.
[pg!81] Così sei tu crollato, bellissimo secolo; il Settecento: i Gesuiti, Metastasio, il signor di Voltaire! L'Austria — contro cui rombano oggi tanti cannoni — regnava felice, Metastasio insegnava la virtù al suono delle sue canzoni, i Gesuiti mandavano di buon grado la gente al paradiso, Voltaire faceva divertire i gentiluomini con le sorprese della sua, ahi troppo spiritosa ragione, Rousseau faceva spargere alle dame dolci lagrime sentimentali. E dopo rullarono i tamburi, caddero le ciprie, apparvero i sanculotti, e la ghigliottina tagliò la testa ai gentiluomini e alle dame. Che stupido arnese! Eppure ogni tanto gli uomini lo invocano.
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Così pensava Beatus come si pensa a inesorabili processi di chimica, quando una voce lo scosse:
— Signore, tenga pure il suo cappello in testa: questa chiesa non è più consacrata.