— Si può vedere?
— Venga, signore, se vuol vedere.
L'immensa abside era tutt'un affresco del Trecento, un'infinità di teste estatiche che venivano apparendo sotto l'intonaco. Un'infinita dolcezza, un'infinita armonia, un infinito desiderio di staccarsi dalla vita alitava dai volti di quei viventi attaccati sul muro. V'era un affresco che figurava una compagnia di giovani che sollevavano una giovanetta morta e beata nella morte. Tutti i volti erano beati nella meravigliosa attesa del gran secolo.
Prima di perdere il suo onesto giudizio, quella pittura sarebbe sembrata a Beatus almeno puerile. Il ragionamento della scienza che la vita vissuta con perfetta scienza può essere prolungata sino oltre i cento anni, prima lo persuadeva. Ma ora questo surrogato scientifico dell'eternità pareva a Beatus ben miserabile, e desiderava anch'egli ciò che non muore.
"Pare un canto del Purgatorio di Dante," pensò Beatus.
[pg!84] Ma poi l'occhio di Beatus abbandonò quelle pitture e passò sul volto del muratore.
Costui era ancor giovane, in maniche di camicia, e i calzoni rimboccati sui piedi scalzi. Ma pareva qualcosa di più che un muratore. Era questione di trovare che cosa fosse, e lo fissò con tanta insistenza che il muratore domandò: — Lei mi conosce, signore?
«Ho trovato! È il sanculotto — oggi diremmo, è il bolcevico — della nostra età.»
— Se ci buttavano meno calce sopra quelle pitture, si sarebbe fatto più presto a raschiare — disse l'onesto bolcevico.
— Vedete, amico mio — disse Beatus, — questa antica purità religiosa offendeva gli sguardi dei felici abitanti del secolo decimottavo, e perciò hanno intonacato, cioè coperto, e poi sopra ci hanno cosparso quelle frenetiche pitture, che dovevano parere futuriste al loro tempo, tanto è vero che la vanità ci lasciò il nome. Vedete quel nome? Pictor bononiensis pinxit anno Domini MDCCXXVIII, mentre queste antiche pitture sono senza nome, perchè realmente noi non abbiamo nome, o almeno Dio solo è giudice se dobbiamo avere un nome. E così quest'ombra di mistero che [pg!85] qui ci avvolge, spiaceva al secolo dei lumi, e ne fecero una sala chiara, a stucchi ed oro, anzi una sala da ballo.