Naturalmente Scolastica non sospendeva se non quando aveva finito.
«Non entrate nel mio studio se non quando vi chiamo,» diceva Beatus.
Ma Scolastica entrava lo stesso, o per la spesa, o per annunciare che l'olio era finito, o che il rubinetto dell'acqua si era guastato.
Beatus diceva anche: «Non toccate. No, è [pg!106] pericoloso, credete: non toccate le carte, i libri. Vi possono far male».
Con ciò egli voleva significare che il suo studio era come una centrale elettrica, dove si incrociano fili di idee ad alto potenziale, che possono dare anche la morte. Naturalmente Scolastica toccava, e non ne risentiva alcun danno.
Si capisce: «voi siete come il porco che può impunemente mangiare il serpente a sonagli. Però i libri lasciateli stare. Voi non li sapete prendere. Disilludetevi: non è facile saper prendere un libro. Posso concedere che sappiate prendere gli attrezzi della cucina, ma i libri, no! Non imparerete mai a prendere un libro, a collocarlo al suo posto».
Nei momenti poi di buon umore, quando Beatus aveva formulato un suo sillogismo che a lui parea molto bello, chiamava Scolastica e le diceva: «Sentite!»
Scolastica reagiva con insolenza; e: «Io, certamente devo aver detto una verità molto forte,» arguiva allora Beatus Renatus.
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