Parve a Beatus cosa doverosa sdegnarsi; e si recò di là e: — Scolastica, — disse dolcemente — quando crederete, e prendendo quel tempo che meglio vi pare, io dico che ve ne potete andare.

— Ah, Maria Vergine, finalmente! — esclamò Scolastica. — Così sarò libera, tornerò alla mia Verona, in Piazza delle Erbe. Mègio le bombe dei tedeschi che star con un omo così rustego, così stravagante, così mato. I lo dixe tuti che l'è mato; lo dixe la portinara, lo dixe el spazzin, lo dixe tuti queli che vien.

Nei momenti di concitazione, Scolastica era ripresa dal dialetto natio.

Chi avrebbe mai sospettato — si chiedeva [pg!104] Beatus — una cosa simile in Scolastica? Non per l'età che era di difficile determinazione, ma per la configurazione fisica. Se Scolastica avesse dovuto essere tradotta in un animale equivalente, il camello o il canguro sarebbero stati i termini di comparazione più adatti.

Beatus anzi ricordava che una mattina, essendo per distrazione entrato nella camera di lei, che si alzava allora, era fuggito esclamando: Mio Dio! Questa donna è un antidoto!

Pareva proprio negata da natura alla ginnastica di Amore. Eppure!

Ora Scolastica non si era acquetata, ma dietro la porta continuava: — L'è mato, i lo dixe tuti che l'è mato. Son stada in tante case; mai trovà un omo così stravagante che nol capisse mai gnente. Perchè i ga riguardo de vegnirlo a dir sul muso al signor professor, al signor cavalier che l'è mato: ma i ghe lo dixe ben drio le spale. Anche quel signor che parla toscano el dixe: dai retta, il tuo padrone gli è un bischero. Se non fosse un bischero, il Governo non gli darebbe certi incarichi.

Questa specie di plebiscito proclamato dietro la porta, durò molto tempo, più di quello che [pg!105] non può sospettare chi non sa come la donna, possedendo un'idea sola, ha bisogno di insistervi sino all'esaurimento. Tanto valeva allora che Beatus avesse preso moglie.

Potrà sembrare anche eccessiva questa libertà di contatti verbali, come oggi si chiamano gli insulti, tra la serva e il padrone; ma è che veramente Beatus ci aveva dato un po' motivo nel passato tempo.

Quando egli era in possesso di tutto il suo onesto giudizio, e reputava che nel suo cervello abitassero gli Dei, si divertiva talvolta alle spese di Scolastica. Essendo egli abituato a trattare quell'esplosivo che è il pensiero, diceva a Scolastica: «Sospendete! Non fate rumore col vasellame. Basta una piccola vibrazione per far andare a male certe operazioni delicate».