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E un giorno che i calzoni non stavano su perchè si erano staccati i bottoni delle bretelle e quindi egli non potè uscir di casa, rivide questa verità, benchè fosse di giorno.
Questa verità fu veduta, anche più luminosa, [pg!120] per la terza volta, quando Beatus infermò.
Allora Scolastica apparve proprio indispensabile e insostituibile.
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Quando uno è infermo, vengono gli amici, e dicono:
«Comandatemi, amico. Ben lieto di potervi servire». E se ne vanno. Ovvero mandano fiori da mettere sul comodino, purchè non vi sia troppo odore di cadavere, chè, in tale caso, i fiori si mandano per i funerali.
Ma per Beatus non venne nessuno perchè c'era un'epidemia chiamata la spagnola, e il popolo ci aveva fatto anche la sua canzonetta.
Ma il vero nome dell'epidemia non si sapeva, perchè il bacillo, quantunque esortato dai più valenti scienziati, conservava gelosamente il suo incognito.
Dal modo come si comportava, si può supporre che fosse un bacillo umoristico. Comunemente si presentava sotto l'aspetto di un raffreddore dabbene, e poi, d'un tratto, assumeva [pg!121] la maschera della morte nera. Era inoltre capace di lasciar vivere una mezza carognetta come Beatus, e portar via lì, sotto casa sua, un colosso come il salumaio: un uomo che Beatus aveva ammirato tanto. Vedere con quanta religione questo colosso, dalla fronte depressa, tagliava i suoi prosciutti, con la sua gran coltella! E il suo falso burro! e il suo denaro!