Beatus seguì la indicazione della bimbetta. Oh, si capiva anche troppo che quei due erano fidanzati!

— Da per tutto, — continuava la bimbetta, — ci sono fidanzati. La sera, poi! Camminano un po' e poi si fermano sempre. Dove stiamo noi di casa, quanti! Si vede prima passare una signorina; poco dopo ecco un uomo: quello è il fidanzato. E vanno e vanno lontani per la campagna. A che fare? A fare i fidanzati. Quando poi è buio, lungo i muraglioni del fiume, creda che è pieno... Ah, quando sarò più grande, e avrò anch'io il fidanzato!

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[Capitolo XVIII. — Scolastica.]

Ma da qualche tempo Beatus osservava Scolastica, e crollava la testa. Un giorno non seppe trattenersi, e le disse:

— Mi pare, Scolastica, che voi cresciate, non dirò in intelligenza, ma in circonferenza.

Era nell'ottavo mese.

Scolastica lo confessò, e Beatus arrossì.

Poi gli parve che un maleficio fosse tra lui e quella donna, e non sapea perchè.

Disse poi: