Un salumaio ed il barbiere ridono. È la frase, parafrasata dalla plebe, della canzone di gesta: «Quanti francesi vi hanno perduta la loro giovinezza!»
Un ufficialetto tutto fresco, elegante, seduto all'aristocratico caffè Medica, immerge, con le unghie rosee, un panino dolce nel caffè e latte dolce. Vorrei vedere ufficiali ferrei, terribili.
Una meretrice, dipinta, canta, sulla soglia, una canzone da caffè concerto: Ma se c'è il signor curato, resto!....
In via Rizzoli mi sorprende questa frase bisbigliata sotto i baffi grigi da un maggiore di artiglieria ad un suo collega: «Quale imprudenza! Ma non dovevano mai attaccare!»
Vi sono molti ufficiali fra via Rizzoli e via Indipendenza: imberbi, eleganti, in istile. Ripeto: li vorrei vedere titanici, terribili. Lo so: faranno assai bene il loro dovere, come hanno fatto in Libia, ma li vorrei vedere più terribili. Mi viene alla mente il mio tenentino dei bersaglieri, a Milano. Ha un battere di ciglia impressionante. Ha poche idee, lucide: «Battersi!» Dove? come? quando? Non sa: ma battersi. Era mio scolaro: marinava spesso la scuola. Ora è bersagliere.
— È buono — gli domandai un giorno — con i suoi soldati?
— Minga tant! Quando mi vedono, cercano di nascondersi.
Durante lo sciopero del giugno, l'ho visto fulmineo, coi suoi bersaglieri, bloccare una via. La teppa gli gridava: «Tenentino, te cognossi! Se ti troviamo solo, ti mettiamo le busecchie al sole». Sorrideva co' bei denti aguzzi, ripetendomi questa minaccia. Si rodeva le unghie, ma non per dispetto o per vendetta. Ma perchè, «Veda, — diceva — in Germania, quando passa un reggimento, un reparto di truppa per la città, tutto si ferma: passa l'esercito! Qui, a Milano, siamo pregati di fare il giro dei vergognosi per le vie di circonvallazione. Non si deve disturbare il commercio col militarismo». Gli battevano le ciglia. Caro ragazzo!
* * *
Incontro in via Rizzoli, il capitano X***, mio conoscente. — Nessuna notizia quanto alla mobilitazione?