— Non è vero! — dice sorridendo Missiroli — le spiegherò....

Missiroli è un giovane pallido, esile, diafano; figura un po' da asceta. Pare cresciuto, non alla luce del sole, ma al chiaror bianco della luce elettrica, nelle lunghe notti vegliate alla redazione del Giornale.

Intelligenza lucida, inflessibile, fredda. Segue la sua logica sino alle conseguenze più dispietate. Direi che se ne compiaccia. Bellissimo ragionatore, ed i suoi ragionamenti riuscirebbero del tutto persuasivi, se gli uomini fossero soltanto pedine dello scacchiere della logica.

Ma gli uomini sono spesso illogici; la verità è proteiforme; ed il più puro ragionamento dispiace quando l'umanità sanguinante può dire, come Beltram dal Bornio nell'inferno dantesco:

Or vedi la pena molesta

Tu che spirando vai veggendo i morti:

Vedi s'alcuna è grande come questa.

Egli è cattolicamente fedele.

Il mio buon Missiroli è egli convinto di codesto suo cattolicesimo? Io non so: ma bene io so che molti spiriti nobili e liberi sono oggidì infastiditi a tal punto di questa nostra democrazia un po' aristofanesca, che i più stravaganti travestimenti del pensiero riescono spiegabili.

Missiroli è calunniato: egli non è propriamente germanofilo.