La Germania odierna è un possente organismo di popolo; invece dei lieds e ballate, sibilano le sirene di mille officine, le quali riversano sul mercato mondiale una produzione impressionante; le sue applicazioni tecniche sono fra le più perfette; la sua cultura è la più vasta cultura del mondo; la sua letteratura è la più sterminata letteratura; il suo esercito è la più perfezionata e formidabile macchina che mai sia stata ideata, come lo scheletro di questo meraviglioso organismo. Nel momento storico attuale quest'organismo subisce una crisi di dilatazione, fiorisce. La lenta infiltrazione non basta più! È l'esplosione, cioè è la guerra.

Di queste cose tutti siamo oggidì persuasi.

Ma il pensiero di Missiroli procede più oltre, ed io ne riferirò per quello che posso.

— La guerra che la Germania combatte — cominciò egli a dire —, è la guerra dei popoli giovani e poveri, senza sbocchi e senza grandi mari, ansiosi di domini, di territori, di oceani, contro popoli ricchi e capitalisti, che hanno il dominio del mondo, ma non lo sanno più tenere questo dominio; i quali non hanno più aumento di popolazione; non possibilità di azioni eroiche. Tali, l'Inghilterra e la Francia.

È, in altri termini, la guerra dell'energia creativa contro il danaro, l'opulenza, la decadenza, contro nazioni le quali rappresentano glorie finite ormai. Gli Inglesi? Ma se oramai non fanno che selezionare galli, cani, cavalli, giocare a foot-ball, a criket! Unica arma la flotta: un investimento di denaro! La ricca Inghilterra fa la guerra col sangue degli altri. Ha spinto il Giappone contro la Russia, perchè non sa più combattere essa!

— Dunque, Rule Britannia! Britannia, signora dei mari, non più? — mi ricordo che domandai.

— È un destino segnato!

— Povera Albione! — pensai fra me — Eppure tutte le volte che la ingiustizia e il buon diritto non furono in troppo aperto contrasto coi suoi interessi, la Grande Inghilterra si comportò con nobile umanità —! Rifugio e patria dei nostri martiri, non io dirò parole perfide verso di te. Tu sei ancora ben grande». — E la Francia, caro Missiroli?

— I Francesi? gaudenti, lascivi, scettici, pacifici fermiers, pacifici rentiers, intenti a tagliare coupons! E chi non è rentier, fa il rivoluzionario per diventare rentier. Hanno oro molto, ma sono oramai in pochi a difenderlo. Hanno ingegno da vendere. Ma fanno troppe commedie. Ha seguito il processo Caillaux? Una delle più belle, ma anche una delle più disastrose commedie francesi. Ora si alza il sipario della tragedia.

Ma il pensiero di Missiroli procede ancora: