Chi di voi piange, o Teutonici? I vostri intellettuali hanno soltanto parole di freddo, oltracotante sarcasmo. Ah, ben trionfa la pura ragione!
Secondo pura ragione, quanti milioni poteva incassare il re del Belgio per concedere il passaggio agli eserciti germanici? Molti. Preferì vedere disfatto il suo regno. Ben potrà Alberto, l'eroico giovine re latino, ripetere le parole dell'orazione suprema che i difensori di Platea, condannati a morte, dissero davanti agli Spartani. Lo so, l'orazione di Tucidide non è documentata con pezzi d'archivio. Ma è vera lo stesso. Parole intagliate nell'immortalità!
Ma il popolo germanico è il popolo eletto, il designato per la salute del mondo. Questo è il paradigma, il mito, la forza.
Ha detto l'Imperatore: «Dio ci ha chiamati a civilizzare il mondo: voi siete i missionari del progresso umano».
Ma l'Imperatore — dicono — è un infatuato di medioevo e di superstizioni!
Ma l'hanno detto gli storici, i pensatori tedeschi: «La nazione tedesca è una nazione eletta, una razza nobile: deve in conseguenza agire sui vicini come è diritto e dovere di ogni uomo forte e intelligente di agire sui deboli che la circondano».
«La Germania ha per missione nella storia di ringiovanire le vecchie razze d'Europa con la diffusione del sangue tedesco».
E Lasalle, e Marx, e Bebel che altro dissero? Internazionale sì bene; ma con anima e linguaggio tedesco.
Noi da quando Roma creò la parola humanitas, più non credemmo ai popoli eletti. Noi eravamo mundani, cives mundi prima che i Tedeschi imponessero la loro Internazionale.
Se i Germanici domineranno il mondo, ben dovranno distruggere anche quella parte del loro linguaggio che porta le vestigia della latinità, perchè le parole della sapienza sono pure in favella latina!