Quale guerra si combatte? Il volto che la Germania discopre è disumano. È la distruzione di tutto ciò che non è teutonico. Ciò che non è teutonico appare ad essi così intollerando da dover essere scancellato dalla faccia della terra?
Certamente i civili Germani non ragionano così. Certamente così non può essere. Essi non lo dicono. Ma danno al mondo questa impressione. E un'impressione di terrore!
Che funerea tristezza mi vince. Felice chi non ha prole!
* * *
— Signor professore — mi ricordo che mi obbiettava uno scolarino — in uno di quei giorni di febbraio in cui era d'obbligo parlare della Pace universale, ed io stavo ferocemente muto — signor professore, la signora professoressa di storia ha fatto una bella conferenza per dimostrare che le guerre non vi saranno più, o, caso mai, saranno guerre umanitarie: c'è già il fucile umanitario; c'è la Croce rossa; c'è il Codice della Convenzione dell'Aia. Anche la guerra è diventata civile!
— Sì, carino.
— Signor professore — mi ricordo che mi chiedeva un altro scolaro — che cosa sono gli ostaggi?
— Una parola antiquata! Sono o, meglio, erano gli individui più ricchi e più ragguardevoli di una città, che il vincitore si toglieva per malleveria dei patti. Cesare li chiedeva sempre. Iubet obsides dari, arma proici.
— Ma oggi non si usano più!
— Parole fuori d'uso, figliuolo!