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Quell'intelligente municipio di Rimini ha, qui, per Bellaria, stabilito il calmiere... per le uova: Due uova, tre soldi. Non si trova più un uovo al mercato. I contadini le lasciano marcire, piuttosto! I contadini sono miti animali feroci. Devono essere loro che formano le iene dei campi di battaglia. Ma il piccolo chirurgo mio amico, dott. Cecca, ride coi suoi denti bianchi, nella faccia liscia olivigna. Ha una frase cinica, chirurgica, spietata: — Viene, viene chi metterà il calmiere alla guerra!

— Chi?

— La peste! i microbi della peste, del colera hanno il loro pabulum! E poi con questo caldo!

Oggi, penultimo giorno d'agosto, è di una limpidezza incantevole. È una vergogna stare al rezzo a sentire la canzone azzurra del mare. Dice chi vi è stato che le gallerie, i ponti del Veneto, sono tutti minati.

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Leggo: le grandi fabbriche di stoffe a colori si sono oggi quasi esclusivamente dedicate al nero.

Anche il mio amico Prezzolini, oggi, nel Carlino, ripete la vecchia storia. Il mistero della generazione di un nuovo mondo europeo si compie. Forze oscure scaturite dalla profondità dell'essere sono al travaglio, ed il parto avviene tra rivi mostruosi di sangue e gemiti che fanno fremere. Noi non guarderemo soltanto il dolore. Salute al nuovo mondo. La civiltà non muore! Indietreggia per prendere un nuovo slancio. Si tuffa nella barbarie per rinvigorirsi.

Macchè nuovo mondo! Come il precedente. Ho una nausea! Che non abbiate la forza, o amici, di vivere senza le iniezioni di morfina dell'ottimismo?

Ma se anche è vero che la storia dell'uomo si debba svolgere per simiglianti tragedie, abbiamo la forza di guardare il sole e pregare: Occhio del sole, spegniti per sempre!