Lunedì, 7 Settembre.
Prego il postino, un buon uomo che ha aggiunto alla naturale semplicità un po' di conoscenza dell'alfabeto, di cambiarmi un assegno della Banca d'Italia.
— La Posta non cambia.
Lo sapevo: ma lo domandai di progetto.
— Perchè?
Risponde gravemente come ammaestrandomi: — Perchè non si fa niente nel mondo senza interesse!
Eppure i Romani scrissero che l'acqua e il fuoco si devono dare gratuitamente. Oh, buon postino, v'è chi dice che non sei istruito abbastanza. Ma tu sei stato all'università. Romagna, Romagna, se perdi quel poco di generosità e di charitas che ancora possiedi, che ti rimarrà?
* * *
— È vero che si fa la pace? — mi chiede il salumiere. Ha letto il titolo del giornale, che ha lì sul banco. Lo compera per l'occasione, ma gli ci vuol troppo tempo, a leggerlo, e poi libri e giornali van bene per i pensionati o per quelli — come me — che non hanno niente da fare. Ad ogni modo ha letto: «I Governi inglese, francese e russo si impegnano mutuamente a non concludere la pace separatamente durante la guerra attuale.»
È la guerra terribile, senza fine, senza quartiere. La Francia è l'incudine su cui Russia ed Inghilterra batteranno il tremendo ferro teutonico. Oh, non mai così vera la voce del poeta: Perchè viva la Francia, oggi si muore!