La cosa non è così semplice. È che il mondo vuole la pace; ma non la pax germanica. Forse oggi è maturo il mondo per dichiarare in fede che questa corazza d'acciaio gli mozza il respiro. Ma la pax germanica, no!

L'Impero di Roma nel tempo della sua maggiore estensione, dal Tigri al Danubio, non aveva oltre trecento mila legionari a guardia dei confini; quanti oggi ne arma un piccolo Stato!

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10 Settembre. Il leader socialista tedesco, Ludwig Frank, è morto alla guerra. Deputato, giovane, avvocato di grido: odiava le teorie vacue. Era figlio di popolo. Morto con una palla alla tempia, in Lorena, all'avanguardia. I giornali riportano di lui alcune espressioni ben commoventi.

Ma era necessario affinchè tu fossi grande, o Germania, questa orribile guerra?

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Il Corriere della sera di oggi reca: «I socialisti si riunirono ier sera al Teatro del Popolo per accordarsi sull'atteggiamento da tenere nell'attuale momento politico.

Hanno parlato autorevoli oratori: ma si è fatta mezzanotte. Il resto a domani. Follia guerresca, neutralità ad ogni costo, guerra borghese, proletariato che non ha patria, patria di lor signori, proteste contro la guerra, guerra santa del proletariato ecc. Il resto a domani. Queste frasi mi fanno l'effetto di visioni di sogno, che cozzano sorprese dal terribile risveglio della realtà. Non si è fatta mezzanotte. È l'alba! Ludovico Frank! Germania! Germania! Ammaestratrice tremenda della crudele realtà che governa il mondo! Che peccato che il dio Thor ti abbia preso la mano!

V'è però nel discorso di B. Mussolini, uno degli oratori, un pensiero che è stato troppo spesso il mio pensiero, e ben doloroso, e non ho osato dirlo e non oserei dirlo! Certo lo direi con tristezza, non con parola di sarcasmo come fa quel signore. Parla di autocandidatura dell'Italia a grande nazione. Pur troppo! Noi nella storia del Risorgimento abbiamo attribuito, come un'etichetta eroica, ma falsa, a tutto il popolo d'Italia, compresi i vostri proletari, ciò che fu opera di pochi, di eroi, ovvero di immensa fortuna.

I nazionalisti inveiscono invece contro i socialisti, contro i bravi mercanti e moderati lombardi e il loro piede di casa! «Grande Italia!», «Piccola Italia». Sono i due gridi, che ricordano quelli danteschi: perchè tieni? perchè burli?