Si sente dire: Finis Austriae! Ci vuol altro! L'Austria è come quei gattacci che uno scaccia di qua, uno percuote di là, uno gli mozza la coda, uno gli fa sanguinare l'orecchio. Ma eccolo ancora lassù sul tetto con la coda più lunga e gli occhiacci più grifagni di prima! Vive in tutti i climi, nelle aule auliche, sui cuscini nuziali, nelle fogne, sui tetti, ma vive!

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Molti sono per la guerra: Alceste de Ambris, il sindacalista. Un uomo di fegato, in verità. Anche la anarchica Maria Rygier è per la guerra. Non so se costei andrà a combattere. Ma dopo aver fatto l'apologia dei soldati italiani indisciplinati, mi sembrano un po' avventate queste dichiarazioni di guerra. Sì, Hervè ha sconfessato in Francia la sua propaganda antimilitarista. Ma la Francia ha l'elaterio del senso nazionale di una vivacità immortale.

Ma l'Italia è come un cane che fa: bu! bu! Si vorrebbe lanciare: un salto avanti, uno indietro: ma più che bu! bu! non può fare.

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Ivanoe Bonomi scrive che subito, ai primi d'agosto, il Governo Italiano avrebbe dovuto dire: «neutralità; ma da questo momento strappiamo il trattato di alleanza e ci riserbiamo libertà d'azione».

Era un bel gesto, bisogna convenirne. Ma occorrevano due cose almeno: possedere la nazione in pugno come un'arma, sicura; occorreva un uomo della grande ora! Ma gli uomini di stato che l'Italia potè dare, furono sempre quelli del giorno per giorno; non della grande ora. Di chi la colpa?


8 Settembre. Natività di Maria Vergine.

Come è persistente l'Avanti! nella sua terminologia! Commentando il terribile patto di solidarietà fra Francia, Inghilterra, Russia, dice che questa guerra non è altro che un conflitto di interessi tra due imperialismi. «Tutto il resto è lustra, frangia, polvere negli occhi pei gonzi».