A me pare più chiaro il ragionamento di un altro socialista: il proletariato non ha patria.

E non dovrebbe essere troppo facile, anche per il Conte di Cavour, fare il ministro degli esteri in Italia «supremo ricetto dell'Internazionale».

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21 Settembre.

I giornali riportano un disperato appello della Trento e Trieste che terminava: «Italia salvaci! Ora o mai». Ecco un appello che non è rettorico. Forse tutti lo odono nel segreto del cuore. Anno 1866!

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Un fatto incredibile! Mi trovo vinto da un grande ottimista, il venerando Luzzatti. Scrive un articolo sul Corriere: «Gli uomini in guerra sarebbero divenuti più feroci?». No, «più», Eccellenza! Sempre uguali.

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21 Settembre. Lunedì. Equinozio di autunno. La stagione si è voltata: pioggia, vento, grande umidore, freddo; il mare in burrasca. Le nubi cavalcano sul mare. Il grosso fabbro, mio vicino e claudicante un po' come Vulcano, esce dal suo antro con lo schioppaccio in mano e mi chiede licenza di sparare attorno la mia casa.

— Perchè?