La Santa Russia — dato che essa faccia la guerra sul serio — si presenta come àncora di salute.
Quale ne è stata la conseguenza? Che alcuni fra i più ostinati bevitori dei più tetri liquori dell'Utopia, si sono rivoltati al culto della pura acqua della realtà.
Può benissimo darsi che l'Imperatore sia il minor responsabile di questi brutti effetti; ma certo egli è l'Imperatore.
Evidentemente a questo disastro morale irrimediabile, bisogna che il Grande Stato Maggiore Tedesco ripari con una assoluta vittoria delle armi e delle artiglierie.
Allora sì, l'Imperatore, starà su di un monumento equestre, che avrà il più superbo piedistallo del mondo! Ma, o Imperatore, Imperatore, per tutti quelli che sono morti per voi, per tutti quelli che morranno, l'umanità ha pure un giudizio!
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E mentre tutte queste cose pensavo, gli occhi miei eran pur fissi al monumento prigioniero di Napoleone III, il quale è sempre lì, col suo berrettino in mano che saluta il popolo liberato da lui: ma il gran cavallo, con la testa in giù e la gran giubba cadente pare spargere grossi lagrimoni...
30 Ottobre. Se l'uomo fosse da vero essere pensante, dovrebbe dargli molto da pensare questa cosa: più nulla commuove. I corrispondenti di guerra ci perdono la loro arte. Particolari di stragi, corazzate colate a picco, massacri di bimbi, fucilazioni in massa, uccisione di feriti e di prigionieri, distruzione di corpi d'esercito ecc., tutto si legge con molta indifferenza.
Pensare a quello che accadde lo scorso giugno, quando in Ancona i carabinieri fecero fuoco ed uccisero due o tre dimostranti. «È ora di finirla con queste stragi! La vita umana è sacra. Vi sfidiamo, o governo di sanguinari, a fare altre vittime umane!» E si sfidò infatti il Governo con quella rivoluzione che porta, nella storia il nome di settimana rossa.