— Contessina, che cosa sento mai! Con la di lei imagine nel cuore, è possibile?

— M'avete l'aria di essere donnaiolo, voi.

— Oh!

— Siete forse un uomo pudico, voi?

La contessina chiama il suo mammalucco per giudicare se io sono donnaiolo o uomo pudico. [pg!156] Ma subito dopo è chiamato per altra faccenda: — Cioccolani, Cioccolani, venite, venite. Ah, superbo!

Cioccolani e la contessina sono saliti su la montagnola. Sento lei che dice:

— Là, là, dall'altra parte, quella sciabolata di luce verdelettrica! I cipressi che si incendiano lassù come candelabri pazzi! Quella nuvola che si sfalda; ecco ecco: cadono le torri, i cornicioni d'oro. Cavalle in corsa frenetica, liocorni, chimere!

— La demogorgone! — risponde lui.

Che cosa era successo? Una cosa che accade tutti i giorni: tramontava il sole.

Lei gestiva e gridava come fa la Valchiria quando si rappresentavano le opere tedesche alla Scala. Lui, immobile, pareva Napoleone primo che assiste a una battaglia.