Per me la «lirica» era lei, e ne sentivo tutto il dinamismo.

— E l'Attileide, signor Cioccolani — domandai a lui — è del genere?

— Supera — dice la contessina.

— Gli altri poeti — declamò allora Cioccolani — hanno plasmato modeste imagini; noi abbiamo soffiato il nostro alito dentro le imagini stesse. Non basta! Quella era l'umanità. Noi [pg!161] vogliamo superare l'umanità. Ed io ho l'onore, o signore, — conclude tragicamente — che al mio paese mi chiamano imbecille.

— Anche a me è accaduto qualche volta — risposi, — ma io non ci bado. Sono cose che accadono agli uomini superiori.

— Bravo, Sconer — esclama la contessina con entusiasmo. — Fate largo alla divina giovinezza che viene!

Ma la luna si era fatta bianca e alta lassù: le candele gocciolavano.

Dico io: — Contessina, se loro vogliono accettare la mia ospitalità, ben volentieri. Ma li prevengo che l'ultimo tram passa alle undici e mezzo. Mi dispiace che lo chauffeur dorma lontano di qui, se no, li farei accompagnare con la mia auto.

*

Così li ho accompagnati sino al tram. C'era la luna, e un lume nella campagna come di giorno.