Gli alberelli, fermi nella luna, parevano d'argento.
— E pensare, in una notte così serena, quella povera Francia, quel povero Belgio....
— E anche questa povera Italia, caro avvocato — dico io —, perchè non si sa mai! — Ma tu — dissi allo chauffeur — non guardare la luna e non pensare al Belgio, perchè vogliamo arrivare a Genova: e non a Vega, o in fondo a qualche burrone.
[pg!186]
[XXVI. — UNO SPETTACOLO INDECENTE.]
L'affare di Genova si presentava eccellente ma alquanto complicato. Si trattava di riscattare subito una polizza di pegno di oggetti preziosi. La mia lungimirante pupilla prevedeva, che l'impiego di capitali in brillanti ed in perle, in questo precipitare dei valori cartacei, sarebbe stato un ottimo investimento; e nel tempo stesso mi procuravo doni nuziali, degni di me.
A Milano (perchè ho dovuto andare anche a Milano a consultare il mio legale), sgradevole sorpresa: Biagino, il mio chauffeur, chiamato sotto le armi. Peccato, un bravo ragazzo! Rubava su la benzina e su le gomme in modo del tutto soddisfacente. Altra sorpresa sgradevole: tornando un giorno a casa mia, quattro soldatini feriti, allineati contro il muro al passaggio della mia automobile, levarono le stampelle contro di me, dicendo: Managgia li cani! Si capiva che erano romani, ma anche che i tempi si fanno climaterici.
Smettiamo l'automobile!
[pg!187] Sinceramente, fui molto felice quando potei commutare nei gioielli gli assegni bancari che avevo preso con me quando mi recai la prima volta a P*** per comperare la contessina dalla chioma d'oro.
«Ebbene, compreremo invece Oretta dalla chioma bruna».