— E costano tanto?

— Come voi, come lei, come lui, come tutta questa catapecchia, con l'avvocato e sua moglie compresa. Sì, sì, pigliate pure. Già tanto io me ne andrò di qui. Quelle forbicette, quella cipria. Anche quella pompetta dell'acqua d'odore, se vi fa voglia.

E le permisi di saccheggiare la mia toletta.

*

Scesi in giardino perchè sentivo che avevo gli occhi feroci, e la mia fisonomia era in disordine. Non vedevo più niente. Ma quando ho visto i gattini di Oretta che immergevano la linguetta rossa nel latte bianco, attorno alla ciòtola, ho dato un calcio formidabile: due gattini sono saltati in volata sopra la siepe.

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[XXVIII. — DIVENTO QUASI FILOSOFO E ANCHE POETA.]

Quel giorno mi sono eccitato; ma poi dopo mi sono calmato. Però dentro mi è rimasta una sensazione amara e disgustevole.

Eccola là, la impudica fanciulla!

Io la vedevo dalla finestra del mio chalet, sotto la pergola, che lavorava, e c'era ai suoi piedi quell'abbominevole cane Leone. Chi avrebbe mai imaginato che colei fosse stata capace di dare dei baci così? di fare delle carezze così? Una fanciulla ancor minorenne! «No, signorina! voi eravate una falsa minorenne, un surrogato del giglio. Voi avete sorpreso la mia buona fede».