«Tu, piuttosto, non sei adatto,» risponde lei. E a me dice in segreto: «Come faccio a sposare un uomo così timido? C'è una gioventù impossibile, ora! Sono tutti riformati. Dica lei, Sconer, posso cominciare a tradirlo subito? Ma che vuole? Io sono una buona ragazza, e fare il male con premeditazione, mi ripugna».
Io avrei potuto sostituire il fidanzato senza pericolo di complicazioni. Eppure sono rimasto timido anch'io. Perchè? Quel titolo di dottore mi ha dato soggezione.
*
Signorina P***, un bel tipo, e così anche sua madre. «Signor Sconer — mi dice sua madre — guardi!» [pg!27] «Che cosa?» «Non glielo posso dire. Ma non vede da lei?»
«No!» «Non vede gli occhi della mia bambina? Splendono! Io non so: è strano! Appena siamo in un luogo, dopo quindici giorni la mia bambina è proclamata la più bella».
In fatti è bella: una persona slanciata, elegante. Ma perchè la mamma la chiama: «La mia bella odalisca?» Dove ha trovato questa parola? Cosa crede mai che voglia dire? «Signore, signore, mi dice la mamma, ha visto?» «Che cosa?» «Un aeroplano di guerra». «Ne passano tanti!» «Eh, sì! — fa misteriosamente, chiudendo gli occhietti — ma lei non ha osservato una cosa!» «Che cosa?» «Che l'aviatore quando passa per qui, si abbassa sempre. E sa perchè? Per vedere la mia bella odalisca».
Anche lei, la sua bambina, dice: «Io non so, è strano! Appena sono in un luogo, sono proclamata la più bella. Dicono che io assomiglio a Lyda Borelli, dicono!» Descrive il suo corredo da sposa coi calzoncini corti, larghi, e i pizzi di vera valenciennes: descrive gli abiti che le ha fatto la famosa Abeille, il primo atelier di Torino, che ha tanti mannequins aristocratici, che insegnano anche la lingua francese. Si è fatto fare tutti abiti ieratici! «Adesso sono di [pg!28] gran moda gli abiti ieratici,» dice lei. Ma adesso non può portarli perchè è crocerossina.
«Se vedesse, signor Sconer, — dice sua madre — come le sta bene l'abito di crocerossina! Già le sta bene tutto! Quando passa per un reparto dell'ospedale, i feriti si rizzano tutti». Ma le altre crocerossine le hanno fatto una guerra spietata. Allora l'hanno messa alla stazione. Alla stazione ha distribuito le bibite a tutto un treno di prigionieri austriaci. Sua madre dice che il fatto è avvenuto perchè la sua bambina è tanto di cuore. Ma le altre signore dicono che è invece perchè non ha capito che erano austriaci. Il suo fidanzato è morto in guerra, e lei porta sul petto il medaglione col ritratto del suo fidanzato. Anche lei è molto patriotta.
«Un giorno — racconta la mamma — mentre eravamo a un five o' clock tea, con tanti signori distinti, passa un corteo socialista. La mia bambina va alla finestra e sventola il fazzoletto bianco, rosso e verde e grida: Viva l'Italia! È stato in tutti noi un momento di terrore; per poco non scoppia una rivoluzione». Le altre signore invece dicono che lei aveva scambiato il corteo socialista per una manifestazione patriottica. Adesso che il fidanzato ufficiale è morto, ne ha tanti altri. «Il tale? il tale? il tale? Ma è [pg!29] di famiglia distinta? Crede lei, signor Sconer — mi domandano madre e figlia — che il tale sia di famiglia distinta?» Anch'io sono passato per ventiquattro ore per suo fidanzato ufficiale: una cosa molto seria, dico, perchè se lei descrive i suoi calzoncini coi pizzi di valenciennes, non c'è però niente da scherzare in quanto che lei avverte che ha un fratello che «sa essere gentiluomo e anche villano secondo i casi, e assomiglia a Maciste, quello dei cinematografi».
«Dove è questo suo fratello, signorina?» domandai un poco preoccupato.