— E allora prestamene una.

— Impossibile! — rispose Lionello.

— E perchè?

— Perchè nessuna delle mie eroine ti potrà mai amare.

— Perchè dici così, Lionello? Perchè mi avvilisci? Sono brutto forse io?

— No, amico, anzi sei un campione discreto; ma non hai quel tipo, sai, dell'uomo fatale, macro, mefistofelico, che disorienta la donna come una coppa di champagne, che la fa capitolare, che le fa dire: «Vigliacco, ti adoro.... To'!».

— E a te capita?

— Certo.

— Sei un genio, Lionello, — dissi tristemente.

— Lo so. Non hai nemmeno al tuo attivo uno di quei gesti che affascinano le donne: non so, un delitto passionale, uno scandalo estetico; non hai corso un raid, non hai vinta una coppa in una gara qualsiasi; non possiedi nemmeno una di quelle anomalie che rendono stuzzicante un uomo.... Per esempio, quello che vende i giornali sul corso, che è un nano: tutte le cocottes lo accarezzano, e le serve se lo rubano. Per di [pg!35] più, tu possiedi il più grave dei difetti per ottenere dedizioni incondizionate.