[pg!52] — Dottore — dissi — in me non ci sarà mica niente di tutto questo!
— Lei è perfetto.
— Quello che dico anch'io. Ma scusi, perchè questa lezione sui delinquenti con tutte queste brutte parolacce?
— Perchè — disse trionfante il dottore — nella donna delinquente avviene il fenomeno opposto dell'uomo. L'uomo delinquente porta scritto sul volto «Io sono delinquente». Nella donna, niente! Anzi il più delle volte la delinquenza della donna sta nascosta sotto la maschera di quella fatale bellezza che prima le accennavo: bellezza spesso iridata da un fascino intellettuale che può simulare la intelligenza. Possono essere tali donne mistiche o sensuali: ma insensibili sempre! ma menzognere sempre! Non la menzogna comune, badi! bensì quella che noi chiamiamo pseudologia patologica: la menzogna cioè incosciente, che può sembrare sincerità. Sono costoro le grandi isteriche, le grandi voluttuose, sono quelle che hanno esercitato un'azione velenosa sui centri nervosi della storia, come Cleopatra....
— Intesa nominare.
—.... come Semiramide, come la imperatrice Caterina di Russia, come Emma Leona qui presente, come le grandi etère, come certe regine [pg!53] del palcoscenico, e via dicendo. Loro carattere è la distruzione: dove passano, bruciano.
— Non c'è pericolo, dottore, che lei esageri?
— Non esagero: sono le Attila femmine con l'angelico volto; mentre gli Attila maschi hanno volto ferino. Generalmente bruciano anche se stesse. Ma se campano molto, ecco tu le vedi improvvisamente sfasciarsi, cadere l'intonaco della ingannevole bellezza. Ecco apparire, o la deforme pinguedine o la ributtante magrezza: ecco la voce roca, ecco il cinismo che spunta dove era la intellettualità. E badi ancora: generalmente sono infeconde; e noi sappiamo che soltanto la maternità dà l'intelligenza alla donna. E i poeti esaltano queste creature, flagellum Dei!
— Evitare i poeti, d'accordo — dissi io —; ma lei ammetterà che una réclame con queste cose non si raccomanda alle signore.
— E cosa me ne importa a me della réclame e delle sue signore! — esclamò il dottor Pertusius. — Ma io vado anche più in là.