Pertusius rispose: — Evitare il colore lunare, il color rosa-thea, il color pallido-crema. Lasciarlo ai poeti, romanzieri, e simile gente scriteriata. È vero che Ovidio Nasone nella sua «Arte di amare» ha dato il precetto, pallat omnis amans, «ogni amante deve essere pallido,» ma idiota e meretricio anche lui! Sotto il pallido-crema dei poeti scorre la scrofola e il pus. E nemmeno niente colore tenuemente rosato. «Oh, viola! oh, pervinca! oh, giglio!» sospirano i poeti. Dite piuttosto: «bacillo di Koch».
— Scusi, quale colore, allora?
— Nigra sum sed formosa!
— Mi dispiace, ma non capisco.
— Vuol dire quel colore bruno, forte, naturale.
— E poi?
— I denti! Denti forti, ben incastrati nelle gengive: [pg!58] bianchi sì, ma mica diafani, madreperlacei, mica con l'oro o col platino! E poi informarsi a che ora la signorina si alza al mattino. Come sono gli occhi? Puliti naturalmente? È gaia o triste al mattino? A che ora va a letto la sera? È coraggiosa? La madre come è? Informarsi come sono la madre e il padre. Saremmo noi da meno di un mercante da fiera, che guarda la vacca madre quando vuol comprare la vitella? È attiva? Vi sono certe fanciulle che seducono gli uomini con la loro indolenza. «Indolente come una creola — dicono i poeti —: sdraiata sui divani come un'odalisca.» Idioti! Deve essere attiva, svelta, capace di fare da sè; non aver sempre dietro la cameriera. E quanto alla sensualità, meglio poco che troppo. Sono cose che crescono con l'esercizio. Dimenticavo la cosa più importante: come digerisce? naturalmente?
— È spoetizzante, dottore — dico io.
— Spoetizzante il contrario — ribattè lui. — Quando la signorina vi dice: «ho l'emicrania, ho la malinconia,» allora sì è spoetizzante. Oh! è pulita? Intendiamoci: pulita sì, ma con un limite: una signorina occupata eccessivamente a risciacquarsi, fa venire in mente certi cuochi d'albergo che lavano lavano la selvaggina perchè è putrefatta. E unghie pulite.
[pg!59] — Questo mi piace.