— Non dico questo: dico che bisogna cercare bene.
— Cercare come?
— Cercare un'altra forma di bellezza che è meno appariscente, cioè la bellezza soave, vestita di purità; e specillare ben l'occhio, invece di altre cose! L'occhio è il solo punto indifeso per cui si può accedere alla fortezza del cervello. Gli occhi della donna che io dico, devono essere assolutamente limpidi, liquidi, impavidi: vi si deve poter scorgere sino in fondo quello che la donzella non vi può dire: cioè la purità morale, e non la sola purità naturale. Quegli occhi che si occultano come biscie, e poi saettano e tremano, sono da evitare. Può, anzi, deve la femminile pupilla velarsi d'un amabile velo di pianto, ma per giusta ragione. Poi il sorriso ed il riso....
— La signorina deve ridere?
— Certo. Riso sano, caro, squillante: ma per giusta ragione! Quel bocchino ristretto, con quella smorfia stereotipa, è un sintomo pericoloso. Poi cantare.
— Benissimo, dottore: io adoro la musica.
[pg!57] — E io odio la musica — esclamò il dottor Pertusius — perchè è l'arte emolliente.
— Mi rimetto a lei in questo: ma come può cantare la signorina senza musica?
— Senza musica, senza piano! così per letizia come fa l'augelletto che si desta al mattino. E niente romanzi! Il meglio che possa capitare è quell'aria incantata di donne fatali che non sanno far nulla per casa.
— E altri dati?