— Ah, lei conosce Lionello? Delizioso, delizioso, delizioso!
(Fortunato Lionello! Dovunque io vada, tutte le signore lo chiamano «delizioso»).
— Con qualche riserva — dico io.
— Sarebbe a dire?
— Non oso, signorina.
— Osi liberamente.
— È un po'.... un po'.... Come dire? In certe situazioni dei suoi drammi è un po' audace....
La contessina ripete, ah, ah, ah, in modo sconcertante per me.
— Ma in arte, caro signore — mi dice — non usa più menare il can per l'aia per trecento pagine. Fa dispiacere a lei? È moralista forse lei?
— Me ne guardo bene.