— Dopo ci si lava — risposi io. — Li fabbrichiamo noi i saponi. E ci andò di mezzo anche la contessina?

— Terribile, mio buon amico! Terribile! Allusioni su le loro sconce gazzette, frasi da trivio, e durante le elezioni persino cartelloni impudichi sui muri. Quella gente ignora la cavalleria. La poverina non si poteva più far vedere per le strade; ed io, uscendo la mattina di casa, mi sentivo tremare le gambe.

— E l'amore per quell'uomo di genio?

— Scomparso! Voi capite che quando un uomo di genio fa fiasco, non è più uomo di genio. Povera fanciulla! Il popolino diceva che era stata lei a rovinare lui. Vi basti sapere che si è dovuta appartare per qualche tempo nella magnifica villa di famiglia: le Cipressine.

[pg!86] «Maioli — mi diceva — è terribile! Io sono disperata. Pur di non vivere più a P***, sposerei il primo che mi càpita.»

— E allora avete pensato a me — dissi io.

— Sconer! Sconer, voi mi offendete! Invece vi dirò che dopo qualche tempo Ghiselda si tranquillò: un'altra forma di attività la assorbì totalmente. L'arte, amico. Ah, sublime, sì, l'arte! Voi non potete capire, ma sublime.

*

Mentre così parlavamo si udì un plaf ciac, nella sottostante via silenziosa.

Maioli quasi mi rovescia tavola e stoviglie per affacciarsi al balcone.