— Niente grave, perchè in donna Ghiselda tutto è puro. Si tratta di un amore eroico!

— Allora proseguiamo.

Maioli con la linguettina libò il bicchierino della chartreuse, ma invece di proseguire, mi rivolse questa domanda:

— Sapete, è vero, quale è il male maggiore di cui soffre l'Italia?

— Che non sa farsi la réclame.

[pg!84] — Questo è poco serio, Sconer! Il male d'Italia è che manca un'aristocrazia! è che le forze sane della nazione non sono organizzate contro la canaglia! Ci siamo, è vero, noi nobili, che abbiamo sacrificato i nostri interessi per l'Italia; ma questa è la gratitudine, che, se si parla, dicono: «Taccia lei, che è un reazionario!» Per vivere, bisogna che noi non ci facciamo sentire. In questo paese, poi, la canaglia è peggio che a Milano, che a Torino, che a Bologna, ed è tutto dire! Basta, un giorno comparve fra noi un uomo di genio. Genio? Ohimè! Noi l'abbiamo creduto! Parlava benissimo; affrontava la canaglia con apostrofi magnifiche: «I miserabili, capaci soltanto di puntellare le porte per cui deve passare l'uomo di genio! Bestie da soma che valete solo a portare il peso della gloria della nazione! Nessuna tregua con la canaglia! Se la canaglia andrà al potere, la prima cosa che farà, sarà di innalzare la forca per noi. Innalziamola noi per loro, finchè siamo a tempo». Bello, eh? Ma il genio vero non era lui, era Ghiselda! La cara fanciulla ha dato tutto per la gran causa. Lei era la Ninfa Egeria di lui! Ce ne siamo accorti al tempo delle elezioni che lui non era un genio. Quella lotta elettorale è stata un vero disastro, mio buon amico.

— Questo lo credo. Per me in politica è indifferente [pg!85] tanto la omelette coi tartufi quanto le costolettine di vitello col prosciutto, ma nel primo caso ci vogliono le uova, e nel secondo ci vuole un vitello.

— Come sarebbe a dire?

— Sarebbe a dire che voi avete fatto fiasco perchè siete fichi secchi....

— Oh! oh oh! — esclama Maioli, scandalizzato. — Noi potevamo affrontare un colpo di spada, ma non un'artiglieria di fango!