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La regolarità è una delle mie qualità più notevoli. Esco di casa al mattino alle dieci, accuratamente sbarbificato; la cravatta, il colletto in ordine, perchè questo non soltanto è un dovere di una individualità distinta verso se stesso, ma è anche una necessità per chi ha molto personale alla sua dipendenza. Attendo ai miei affari, e alla sera rientro per il pasto nella mia proprietà. Quando guardo e tocco la mia proprietà, ho la perfetta sensazione di vivere. Spesso convito gli amici, fra i quali Lionello, che è un bel ragazzo, biondo anche lui e autore di libri assai in voga. Egli mi diceva giorni fa:

— Io non capisco: io sono uno dei pochi uomini di genio che siano in Italia; eppure non ho mai la disponibilità di mille lire.

— Vedi — gli ho risposto —, io e tu siamo due artisti, e abbiamo tutti e due la sensazione esatta del pubblico: tu gli dài i tuoi libri; io i miei prodotti. Io e tu guadagniamo: ma il denaro ubbidisce ad una sua legge, cioè rifugge da alcuni individui....

— Come sarei io —, dice Lionello.

— Press'a poco; e affluisce verso altri individui, benedetti da Dio.

[pg!6] — Come saresti tu —, dice Lionello.

— Press'a poco —, dico io.

— Facciamo cambio —, dice Lionello.

— Non si può, perchè bisognerebbe che tu ti mettessi dentro di me, e io dentro di te. Tu sei nato per consumare, e io per accumulare. Ma tu sei molto più felice del povero Ginetto, perchè tu, quando sarai morto, lascierai il tuo nome alle tavole immortali della gloria; e io, il mio capitale a chi lo lascierò?