— E poi con un'automobile così bella!

— Così che voi credete, Lisetta, che la vostra [pg!109] padroncina rimarrebbe favorevolmente impressionata all'annuncio che un giovane ricco, simpatico, serio, sarebbe disposto ad iniziare serie trattative di matrimonio?

— Se glielo dico io, mi manda in cucina. Tutte le volte che le ho detto certi bei pensierini d'amore, lei mi dice: «Lisetta, va in cucina!» Io direi che lei, signore, cercasse di entrare in simpatia del papà e della mamma. La padrona se viene poi a sapere che lei è ricco....

— Questo è un particolare interessante! Ma per entrare in simpatia, prima bisognerebbe entrare in relazione.

— Ah, signore! — esclamò Lisetta battendosi d'un tratto con la mano la fronte, — se non è che per questo, lei non poteva capitare in un momento migliore.

— Favorite di spiegarvi, ragazza mia.

— Ha lei osservato, proprio di contro alla nostra casa, una villetta piccina piccina? È così nascosta dalle piante che già non si vede. Sono quattro camerine che la signora ha fatto tirar su con le sue economie per affittarle ammobiliate; e proprio l'altro ieri le sono rimaste sfitte. Adesso non le racconto come: le basti sapere che la signora è rimasta imbrogliata di tutto l'affitto, senza contare il resto. Son due giorni [pg!110] che ha una luna.... Ha pianto persino dalla bile. Bene: lei si presenta, prende in affitto la villetta, non tira un centesimo sul prezzo, e lei è accolto in casa come un Dio.

Eccellente idea! Così vedo la signorina messa in opera, come si dice a Milano, senza impegnarmi.

— E scusate, una domanda: l'avvocato che uomo è? Non è mica un uomo furioso?....

— È tanto buono! — risponde Lisetta. — Alza qualche volta la voce, ma non ci si bada.