— Un dignitoso imbecille — dice lui.

— Perfettamente d'accordo. — (Ma non si trattano così gli imbecilli, signor avvocato! Io li nomino sempre con molto rispetto).

— Il signor Cioccolani....

— Padre o figlio?

— Figlio — rispondo. — Perchè, c'è differenza?

— Certo: il padre è un valentuomo e un ottimo agricoltore: il figlio è la sua croce. Sono disgrazie di noi genitori.

— Ha anche lei un figlio poeta?

— Per fortuna no. Ho soltanto una figlia.

Vedo che ha qualcos'altro da dirmi, e dice infatti:

— Scusi la domanda: ma la villetta è per lei? Lei mi intende.