— No! si va avanti.... così, avanti. Se c'è lavoro si sta; se non c'è, si va.
— Bella vita, libera.
— No, brutta!
— Ma siete liberi!
Lo zingaro non parve ben capire il valore di questa parola «liberi!» giacchè le cose del mondo male si comprendono per sè, ma per il loro contrario si comprendono solitamente. Adunque lo zingaro sospirando le disse:
— Meglio avere una casa col tetto. Quando piove forte e per molto tempo, l'acqua ci entra (indicò la tenda), e non sempre dura l'estate.
La mia presenza interruppe il dialogo. La donna volse su di me, intruso, le sue pupille umide, dilatate, piene di investigazione superba, che dicevano: «Perchè voi vi fermate a guardare gli zingari mentre li guardo io?» e rivolta a loro:
— Prendete, — disse interrompendosi, — e offerse delle monete.
Sbucarono alcuni corpi scimmieschi di bambini, dalle pupille fosforescenti; lunghe mani si tesero. Diedero una moneta ad ognuno.
— Grazie, — disse l'uomo in nome dei bambini.