— Buona sera, — ed ella s'allontanò lentamente.

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La riconobbi allora. Ella era quella ciclista che spesse volte avea veduto, maschilmente sola, sicura, lanciare, sotto l'impulso del bel piede, la docile macchina leggera e oltrepassarmi. Nella sua mente, sì certo, si deve formare questo nucleo di idee mentre fugge veloce. Oh, perchè non è ella Saffo o Corinna per dare all'idea forma di verso?

«O corona marchionale, o corona del Rosario, che ogni sera la madre mi fa recitare; o corona della virtù e del pudore; o corona di spine delle caste parole e dei misurati gesti; o fiore inutile della verginità in queste mie carni mature, andate al diavolo. Io busserò sino ad infrangere la porta del prete e gli dirò: «Ma dammi la tua benedizione, prete!» Se no, io, anche senza la tua benedizione, prete, fuggirò. Fuggirò pur con lo zingaro orribile e feroce, pur che egli vinca la mia paura e mi rapisca. Rapida correndo, io ho l'illusione di una fuga e di un rapimento. Eppure dopo è necessario il ritorno! Oh, miseria mia grande, dovere invocare il gelo e l'inverno perchè siano medicina alla mia febbre!»

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Fu l'altra sera, che per accorciare la via al ritorno dalla città, io mi sono messo per il solitario viale dei pioppi che va alla selva dei pini, e per cui già vidi scendere la piccola attrice. Il vento del levante, inusitato e forte per l'ora del vespero, scompigliava le verdissime chiome dei pioppi, onde mostrando il bianco dell'altra pagina della foglia, parevano essi occhieggiare da ogni parte, come tante pupille. Io fui d'un tratto colpito, come nella mia mente improvviso apparisse l'unità della radice nelle due parole: lussureggiante, detto dei pioppi; e lussuria, detta della piccola attrice.

«Dove è andata la piccola Ninfa che fra di noi scendeva?» — chiedevano i pioppi, e proseguivano fremendo: — «Oh, potere, come già delle antiche Ninfe avveniva, stringerla e occultarla entro le nostre cortecce!»

Ma cominciando a salire il viale, verso la casa del cantoniere, appariva il mare.

Esso era verde e livido più che azzurro, e sotto l'impulso del gran vento di levante, quel piano unito si rompeva in lunghe file di schiume bianche, che ricadevano con fragore di armi guerriere.

La luna pendeva pallida su dal cielo. Terso occidente il cielo era di fiamma. V'era nell'aria la lucentezza livida d'un temporale lontano.