Oh, la buona gente mi loda quando mi vede accompagnare i bimbi lungo l'argine della ferrata, verso la selva, e dice: «Che buon papà!»
Io lascio lodare, e sto zitto. Sì, va bene, io accompagno a spasso questi bambini per dovere professionale; ma anche perchè — io non so come avvenga — questa infanzia mi inspira alcuna castità e purità di imagini.
Eppure anche voi, bambini, se crescerete, dovrete passare dal desiderio di questo innocente frutto del pino, al desiderio di ben più acre e terribile frutto! Anche voi percorrerete questa che a me, oggi come oggi, pare — a dire proprio il vero — una specie di via crucis; mentre a voi, sino dal primo destarsi del senso, sembrerà la più fiorita, la più gioiosa via della terra: e allora tutte le energie della giovanezza vi soccorreranno affinchè possiate percorrere questa via, e lotterete anche voi per quell'acerbo frutto, antico, eterno, collocato sul più eccelso ramo dell'albero della vita. E tu, piccino biondo, che ti pulisci la bocca se io ti bacio, ah, su quante labbra impure bramerai di posarti e ti poserai! Poveri bambini, io ho paura di quella sfinge dai denti aguzzi più che della scure che uccide la vita dei nobili pini! (Essi correvano, coi loro abitini bianchi e rossi, in fondo agli ondulamenti del prato, smarrendosi fra i tronchi lontani. Io sorpresi i miei occhi che lagrimavano!)
Ebbene, poichè non sarà possibile nè meno a voi sottrarvi al martirio dei sensi, quale consiglio darvi a questo proposito, bambini miei? Ecco, come la nonna vi consiglia di mangiare con moderazione il dolce dei pinòli che ella prepara, così io vi consiglio di affondare con moderazione, senza astinenza nè intemperanza, i denti nel frutto per cui Eva fu creata dal Signore.
*
— Perchè, — essi mi chiesero, — questi pini non li vedremo più?
— Perchè devono morire.
*
Io vidi i più belli di questi pini segnati con una croce di vernice rossa.
La selva dei nobili pini era stata comperata da un ingordo speculatore: questi aveva, alla sua volta, ceduto per trenta lire ogni pino. Per trenta lire caddero in poco tempo i tronchi secolari; e il freddo lampo della scure splendeva nella dolce sera; e il colpo, vibrato contro i tronchi, suonava nella mite sera.