Certo sarebbe meglio non sentire l'inverno che per il fatto che si sta bene accanto al focolare: la mente, in tale caso, non va oltre alla piada di formentone, girata con moto lento sul testo, e la lucernetta, appesa al rustico camino, rischiara come una lampada elettrica.

Ciò è anche poetico: ma bisognerebbe però essere abituati al formentone ed alle erbe amare; e poichè questo non si può e non si vuole, così torniamo a rivedere le lampade elettriche della grande città; leviamo dal pepe il palamidone; e cerchiamo di comporre sopra il colletto un volto mansueto.

Il mulino delle molte parole comincia ad avviarsi: ecco già aperte le scuole; e i miei scolaretti di prima ginnasio hanno comperato con entusiasmo il loro grosso dizionario latino.

Però come precipita presto la stagione verso l'inverno: con la stessa rapidità con cui la vita, varcato il mezzo, corre alla sua fine.

E lui come è precipitato presto! Un mio collega, un buon compagno, senza pretese, un po' strafottente, che aveva la debolezza — appena la confidenza glielo permetteva — di far dell'arguzia ultra-boccaccesca. Povero uomo, non le diceva mica male; ma con quella sua faccia gialla infossata, mi faceva un certo effetto, non da ridere; e fumava le sigarette scaraventando buffi di fumo come per dissipare delle imagini di morte che gli svolazzavano attorno, noiose più che le mosche.

Aveva fatto la cura di Montecatini; però avrebbe fatto meglio a far la cura di lasciar la scuola. Dio, come è resistente il fegato degli uomini!

Io ho saputo che c'era all'ordine del giorno il suo funerale, prima ancora di sapere che era ammalato.

Come era alta la neve quel giorno del suo funerale! Che percorso lungo fino al cimitero!

Avevo in mente le sue facezie di pochi giorni prima; e mi pareva impossibile che dovesse trovarsi muto fra quelle quattro assiciuole nere. Oh, egli parlava ancora, l'allegro compagno, almeno mi pareva che dovesse dire così:

Io sono veramente mortificato, o signori: io giaccio disteso e voi state in piedi; io sto al coperto, e voi sotto la neve e non vi posso nè meno dire: «Accomodatevi!» non posso farvi gli onori di casa. Scusatemi dunque: già, uno per volta vi troverete tutti in questa mia privilegiata condizione.