Come se «vivere in pace» non fosse «felicità»! E sentii che avrei messo una enorme tassa su quella pace.
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Le miglia di montagna sono caudate come le antiche sonettesse, ma finalmente giunsi alla casa del casàro.
Oh placido laboratorio! Io ignoravo i particolari dell'esistenza di una fra le più antiche industrie di questi monti: quella del cacio parmigiano. Sono edifici che formano una sola stanza tutta di mattoni senza intonaco, disposti a traforo, e questo si fa per l'aereazione del latte: intorno vi sono grandi ciotole di legno, colme di latte: nel mezzo si sprofonda un enorme imbuto di rame ove la crema del latte è cagliata e cotta. Per provare il beneficio di questa bevanda, di cui dal tempo della balia mi ero completamente dimenticato, bisognava proprio che mi fossi recato fin quassù, in questa torrida estate!
Placidi lavoratori del latte nella bella estate, voi certo durate per serie continua sin da prima del tempo che Bruno e Buffalmacco raccontavano al semplice Calandrino la fiaba dei maccheroni che rotolano da Bengodi per i monti di cacio Parmigiano!
Questo insorgere e avvicinarsi spontaneo di un'allegra fantasia boccaccesca mi fece piacere, perchè io avevo intrapreso quel faticoso viaggio pei monti anche allo scopo di esperimentare due cose: primieramente cioè se i muscoli erano elastici, secondariamente se il cervello era ancora elastico, tale cioè da lasciarsi impressionare ben forte non solamente dalla magnificenza delle cose presenti e viventi, ma anche da vedere tutte vive le cose trapassate ed occulte e sentire prossime le cose future.
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Questa specie di ampio sentire può dare ad un uomo l'aspetto esterno come di un rimminchionito. Certo è la più voluttuosa delle ebbrezze; sebbene non abbia nulla a che fare con quella che si compra nelle botteghe dei liquoristi. Però non mancano certe somiglianze apparenti, giacchè le idee più bislacche cominciano a parere logiche, gli atti più stravaganti, assai naturali; così che un ubbriaco di assenzio mal si distingue da un ubbriaco per latte come io ero.
Per fortuna la gente si faceva rada, le querce frequenti.
Questo stato dell'animo ebro e luminoso si venne in me formando a poco a poco, ed io ne esaminavo il rapido concretarsi con il piacere con cui una massaia — che ha molti ospiti cari — nota il ben formarsi della crema sul fornello. (Conserverò questa crema per i giorni della carestia: questa luce per i giorni bui.)