Allora sentii anche un prepotente bisogno di riempire lo stomaco: e Paullo era troppo lontano!
— Ma c'è la Serra che è vicina, — disse il carrettiere. — In quanto? In un quarto d'ora lei ci arriva.
— Allora ci troveremo a bere una bottiglia.
— Vada avanti che la raggiungo subito.
Ed infatti dopo poco, ecco in cima alla salita una fila di casette di montagna che segnavano nella vivida luce della strada il profilo frastagliato delle loro ombre. Una meridiana segnava le ore dieci. Dentro una porta, sopra tre gradini, vidi l'ombra di una stanza con alcuni tavoli apparecchiati, e dalla porta usciva un odore di arrosto. Fu dunque specialmente il naso che mi avvertì che io era giunto ad un'osteria, perchè gli occhi erano ancora abbarbagliati dal sole e non distinguevano bene nè insegna nè frasca.
Quando quel barbaglio scomparve, mi accorsi che il naso non mi aveva ingannato ed io mi trovavo in una grande, bella cucina antica, una di quelle cucine patriarcali che sono il centro della casa; dove, nei tempi antichi di Roma, Vesta teneva acceso il focolare, e c'era il Penus e c'erano i Penati. Lì c'era in basso un gran camino, dove un vecchio sapientemente regolava il fuoco sotto una schidionata di uccelletti; in alto su la parete pendeva una Madonna, circondata da molti santi fra rame fiorite; e sotto un lumino faceva il suo fungo.
Oh, divina provvidenza! Essa accanto all'acqua ha collocato il vino; accanto alla ginestra ha messo i funghi; e dopo la maga viene la cuoca, che vi domanda: «Che cosa desidera, signore?» L'uomo ingegnoso alla sua volta brucia la legna, caglia il latte, ne fa il burro ed il formaggio; questo cade sui gnocchi, quello fa soffriggere i funghi; la quercia artistica fa bollirei la pentola; lo spiedo fa girare gli uccellini. Tutte queste cose deliziose si trovavano in quell'ora, in quella cucina, come se avessero saputo del mio arrivo; cioè dei gnocchi e della cacciagione di uccelletti, la cui testolina ad ogni giro di spiedo cadeva giù disperatamente.
Certo essi erano fratelli dell'uccellino bel verde che cantava sulla muschiosa quercia.
Avevano avuto anche loro troppa fiducia nella tutela della legge contro la caccia abusiva che fanno gli uomini, ed ora scontavano la pena della loro buona fede.
Ma io non sentii rimorso di accettare l'offerta di quella cacciagione e di trovarla buona. Del resto anche l'uccellino distrugge e divora la vita di altri esseri; e la storiella della reciproca divorazione e distruzione è continua come un cerchio. Ringraziamo la divina provvidenza che ci ha fatti nascere in quell'ordine privilegiato delle bestie, che mangia tutte le altre; ed è tanto intelligente che sa distinguere quando è meglio mangiare vivi e palpitanti i propri simili, come avviene per le ostriche; quando è meglio lasciarli un poco putrefare, come avviene per le pernici e per le quaglie; quando è meglio mescolare insieme molti animali, come avviene per il salame.