Questi precedenti spiegano la ragione della mia contentezza quando quel giorno undici luglio, ornate le gambe di un paio di novissime calze, montai in sella.
Incontrai per la città qualche conoscente, molto meravigliato nel vedermi in cotale assetto. Ma io salutai da lungi e dissi nel cuore biblicamente: Nescio vos!
Molto più fortunata di me, la bicicletta aveva trovato un meccanico che fermò qualche vite, rinnovò i pneumatici, e lubrificò i congegni. Per noi, creature di Dio, non esistono pezzi di ricambio. I pneumatici una volta invecchiati, tali rimangono, nè il mercante vende olio per lubrificare le ossa indurite. Noi, sventuratamente, abbiamo l'età dei nostri pneumatici, cioè delle nostre arterie, e non c'è laboratorio Dunlop che le rinnovi.
Ciò è molto sconfortante: vale tuttavia a spiegare un'altra causa della mia contentezza quando mi accorsi che il pedale rispondeva bene all'impulso, che le case andavano indietro e la verdura della campagna veniva avanti. Addio, Madonnina del Duomo! Rimani — io non so se tuo buon grado o mal grado — su l'estremo pinnacolo a guardare questa città, che si fa sempre più rumorosa e più grande: troppo grande e superba per l'umile anima mia. Ero dunque padrone del moto, e ne gioii come di un'insperata fortuna.
Con prepotenti squilli mi diedi ad avvertire la gente del mio passaggio, e la gente mi guardava. Io non so se facevo strani gesti, ma certo so che col pensiero dicevo: «Andatelo a dire come si fa a guarire della nevrastenia!»
Quando, finalmente, l'incubo delle case disparve, disparve la gente densa, e vidi (oh meraviglia, come di oasi al navigante del deserto!) le alte siepi di acacie coi bianchi grappoli odorosi, e sentii le acque mormoranti per il verde piano lombardo, una freschezza forte e giovane mi alitò nel cuore. E mi rifiorì nella memoria il ricordo della gioia che inebriava i miei quindici anni quando pur di luglio, nelle vacanze, lasciavo quel regio domicilio coatto che fu per me il collegio.
La differenza tra allora ed ora era tutt'al più questa, che allora il mondo materiale prendeva stupende proporzioni eroiche; i malfattori abitavano quasi tutti in carcere; e mi pareva impossibile che un uomo, fornito di grave aspetto e di rispettabile barba, non avesse dovuto avere dentro anche un'intelaiatura di ferro, come gli eroi di Gualtiero Scott, il mio autore preferito.
Più tardi mi venni persuadendo che in commercio è più usato il cartone dipinto. Me ne accorsi un poco per volta, eppure anche ora me ne duole.
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Dunque mi congratulai con me stesso di avere conservato in su la soglia dei quarant'anni alcune facoltà illusorie della adolescenza, per le quali il mondo appare molto giovane e ridente.