Però l'altra mattina, domenica, l'ho sorpresa nell'atto di porgere al figlio, che è nonno alla sua volta (benchè abbia tutti i capelli ancor neri: in questo villaggio — forse perchè trogloditico — la gente stenta a invecchiare e ad ammalare), l'ho sorpresa — dico — nell'atto di porgere la camicia di bucato e gli abiti rammendati: infonder l'acqua nella catinella e consigliare il civile sapone come un omaggio al giorno — almeno — del Signore. Oh, mirabile sopravivenza di anima materna anche nella cartapecora! E pur domenica ho intesa la nuora leticare con la nonna per cagione delle nipoti. Queste vanno pazze pel ballo, e la nonna non vuole, non vuole che vadano al ballo pubblico della domenica, il ballo così detto «del baiocco» perchè ogni ebro villano che entra a fare un giro, paga un baiocco; indi afferra e balla.
— È che siete cattiva! — scoppiarono in coro, piangendo, le due ragazze.
E allora intesi questa risposta della nonna:
— Nelle vie del bene non sono cattiva!
Mi parve risposta di sapiente antico. Da allora ho osservato più accortamente questa vecchiarda ed ho emendato il mio giudizio, nella qual cosa esiste il meglio dell'umana sapienza: emendare il proprio giudizio. Questa ottantenne è il genio occulto della prosperità di questa casa di pescatore. Le mani di lei non posano mai; raccoglie lo sterpo e lo sterco; accatta il ciottolo; stende il bucato su la siepe; rinforza con spini la siepe, e, quando il sole arde nel meriggio, lava presso la pozza ombrosa o trae con la bava il filo della rocca antica; sottopone al testo le brulle e vi gira la piada, cara a te, Giovanni Pascoli! E l'attività microscopica del minuto, previdente, incessante, che ha prodotto il benessere dell'umile casetta. Allora fiorì nella mia mente la bella voce latina, onor delle donne, sedula! cioè «operosa». E fiorì, olezzante come fiore di campo, quello stornello del Pascoli, che comincia:
Al cader delle foglie alla massaia
non trema il vecchio cuor, come a noi grami,
chè d'arguti galletti ha piene l'aia.
*
Ma come il sole monta e si rafforza la luce, meno grata si fa l'ombra della casetta. Qualche mattiniero esce all'aperto, qualche massaia appare in gonna bianca. Ecco i villanelli, e le villanelle su per le dune, con grida grandi e gioiose di richiamo: «Pane, pane, pane! Polli, polli, polli! Latte, latte, latte!» e le scalze donzellette librano atticamente sul campo, a mo' di canèfore, le grandi ceste dei pomidori stupendi, dei profumati meloni, dei fichi che sudano miele, delle perlacee susine, della rugiadosa uva moscata; e nel deporre il cesto e nell'accosciarsi per mostrare la merce, hanno un certo moto muliebremente lascivo. Tutto ciò è molto idillico, se non che queste donzellette tirano al centesimo; provano il bronzo del soldo e per colmo di precauzione respingono inesorabilmente anche le monete delle due repubbliche, francese ed elvetica: in quanto a questo non riconoscono che la monarchia di Savoia, ove però non abbia «il collo lungo».