â Mi piace, caro giovane â diceva il marchese â, perchè vedo che lei è di buona bocca come me.... Un bicchier di vino non fa male.... Ma sì, che lo bevi il vino....
E infatti Aquilino lo avrebbe anche bevuto un bicchierotto, ma se ne asteneva per non far cosa diversa da miss Edith e dalla marchesa, che trattavano quella povera ampolletta come messa lì per pittura: un insulto al dio Bacco.
â Lei osservi â diceva il marchese con soddisfazione, e gravemente passando al lei â e vedrà che il fiore della civiltà è fiorito nei paesi dove abitava il dio Bacco con i pà mpini della dolcissima vite. Dove non c'è il dio Bacco, abita il dio Moloc al sud, ed il dio Thor al nord....
â E l'arteriosclerosi nel centro â disse la marchesa. â Vecchiezza precoce, tendenza al litigio, alla sonnolenza, e poi il sangue grosso e quel reticolato vinoso nelle guance. E gli occhi truci.
Più scientifica era miss Edith, la quale veniva in aiuto della marchesa. Miss Edith sapeva che un litro di vino contiene un decilitro di alcool puro, e che le esperienze dimostrano che l'alcool determina la coagulazione della pepsina.
Ma le parole, anzi la sola presenza di miss Edith, pareva esasperare i nervi del marchese: «Oh ecco le truppe scozzesi coi bag-pipes» â borbottava.
â L'esperienza nel vetro, experientia in vitro, dirà anche così, madamigella; ma l'esperienza nello stomaco â rispondeva poi il marchese â non la conoscono nemmeno i chimici tedeschi. E poi cosa mi fa lei l'elogio della temperanza, che i vostri marinai inglesi si ubbriacano come monne; e ho paura che al bisogno si coà guli qualcosa d'altro che la pepsina!
Guai toccare la marina inglese a miss Edith! Pareva un'aquiletta sboglientata. E tutte e due le donne lavoravano a colpi di spillo contro il marchese. Ad Aquilino faceva compassione, non sapea se più Bobby o il marchese.
«E lasciatelo mangiare e bere a suo piacimento, povero disgraziato â diceva Aquilino fra sè. â Sono piuttosto tutte quelle allusioni che fermano la pepsina!» Ed anche la voce di donna Barberina aveva tutti suoni strìduli: non aveva più la sua voce di flauto.
Dove aveva letto Aquilino la storia di quel santo frate il quale ad una buona femminetta aveva suggerito un miracoloso rimedio per guarire il marito dal vizio di picchiare? Togliete â aveva detto il santo frate alla femminetta â quest'ampolla di acqua benedetta, e quando vostro marito rincasa, mettetèvene un sorso in bocca, ma per carità non ve ne sfugga una stilla! La donna così fece e il marito, con grande letizia della buona donna, non picchiò più. Ma la storiella è dei tempi antichi, quando le donne non sapevano nè di lettere nè di chimica; perchè in quella ampolletta non si conteneva che semplice acqua.