â Mio nonno è morto, mio padre è morto â diceva â, mia madre è morta. Per fortuna, la mia memoria, a cagione della lontananza, non li vede più! Io morirò. E allora? Caro maestro, lei è giovane, ma le cose procedono lo stesso così, anche se siete giovani e non le vedete.
Alle volte erano spunti stravaganti ed inattesi: il passerotto.
â Questo stupido animale, secondo voi, maestro, quanto tempo ha? Tre mesi? Un anno? Voi lo dite! Io dirò che ha cinquemila anni, come le mummie d'Egitto. à lo stesso passero che esisteva cinquemila anni fa. Che differenza c'è? L'esistenza dell'individuo è una astrazione dell'uomo. Questo passero è un passero del tempo di Radamès; e nulla vieta che io mi possa credere un contemporaneo di Nabucodonosor. L'usignolo canta agli amori di Giulietta e Romeo. L'importante è che esistano i rosignoli. Se non è più quello di prima, cosa importa? La gallina fa l'uovo; la formica raccoglie i cadaveri; il nibbio divora l'usignolo; il verme ara la terra. Sempre così. E l'uomo? L'uomo fa le classi, i generi, le specie, i molluschi, i vertebrati, l'evo medio, l'evo moderno. Ci credete voi?
Avete mai pensato come è ridicolo l'uomo che viaggia? Sempre si trova in un punto del globo terracqueo egualmente distante dal centro. Tanto vale allora rimanere fermi qui. Sapete? Nei tempi di Omero, che si credeva il mondo fatto come una tavola, poteva essere interessante viaggiare con la speranza di arrivare all'orlo della tavola. Ma adesso che dicono che il mondo è fatto come una palla, non c'è più sugo. Hanno trovato oggi il modo di elevarsi cogli aereoplani. à qualche cosa! Ma quest'uomo con la benzina è assolutamente inferiore al mio passerotto: il quale comprende così bene la inutilità anche di aver le ali, che preferisce stare qui.
E con tutto questo voi giovane desiderate il futuro sperando in esso quel bene di cui finora non avete goduto; e benchè siate maestro o professore, non vi avvedete che desiderate la vostra disfazione. Rimane l'amore: una cosa sozza! ma l'uomo non se ne avvede alla vostra età , e forse a nessuna età . Ma tu considera che anche le belle donne sono transito di cibi, guaina di corruzione, e potrai dominare un po' la concupiscenza.
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Ma più insistenti erano i richiami su la morte.
Il cavallo morto.
Il cavallo, uno dei cavalli di un enorme carro da trasporto, era caduto improvvisamente fulminato giù nel cortile. Il marchese volle che Aquilino scendesse con lui ad osservare il cavallo morto.
â Vedete â dicea â come si sta in pace! Osservatelo attentamente e poi ditemi se anche in voi non sorge questo dubbio: il vero stato di perfezione è il non essere, ovvero l'essere? Certamente ora riposa. Il grave carro che esso doveva trainare, eccolo là . Voi lo vedete! E l'altro cavallaccio dalle gambe difformi, vedete come si sta profondamente meditabondo? Sembra pensare. E quel grosso diavolo del carrettiere che è lì avvilito in contemplazione della sua bestia morta, osservate che faccia da idiota. Ha in mano la frusta, e non può frustare. Non vi pare di scorgere un risolino ironico in quel dente che spunta fuori dal muso del cavallo morto? «Tu, o padrone, non mi frusterai più. Te l'ho fatta!» Non dite niente, o maestro, di tutto questo al carrettiere. Non vi capirebbe; forse vi risponderebbe in malo modo. Gli uomini hanno bensì maggior giudizio degli animali, ma hanno anche più errore.