— Non vorrei essere nei panni del Papa. Buon papa Sarto! Sentirsi erede di chi disse: il mio regno non è di questo mondo, e dovere fare reverenza a chi dice: il mondo non basta al mio regno. Vedete! Quand'ero bambino, mi diceva la mia mamma buon'anima: l'erba «voglio» non nasce che nel giardino del Papa. Si vede che non nasce neppur più lì.

*

Queste ed altre cose andava dicendo Don Ippolito ad Aquilino, spesso ambulando per gli ombrosi viali del parco di Villa delle Magnolie. Traeva fumo azzurro dalla sua gibidì; sopra il ricamo delle piante, rideva il bel sereno.

Fauni e flore, e rose in abbracciamento, e sedili settecenteschi, e scaturigini mormoranti da antichi tufi, trasportavano, per incantesimo, l'anima verso altri tempi. Il marchese si soffermava talora come attratto da richiami di altre età .

— Sentite, maestro, questo verso settecentesco come è bello qui:

Solitario bosco ombroso.

*

Più strane cose, intanto, Aquilino veniva notando. La marchesa, la quale si annoiava e non voleva sentir parlare della guerra, ascoltava con piacere Aquilino. E siccome non si poteva parlar d'altro che della guerra, erano discorsi su la guerra. Ed il giovane inconsapevolmente ripeteva a donna Barberina press'a poco i discorsi che a lui faceva il marchese; e donna Barberina udiva ammirando, e con dolce volger d'occhi, come se lui fosse diventato un personaggio qualificato dei venerdì.

*