Ed ella lo aveva pregato di rimanere. Ma in un certo modo che il giovane ne fu assai perturbato.
Egli pensava troppo spesso a quello che si sapeva sul conto della marchesa. Aveva avuto onore di amanti? Voci vaghe correvano di qualche autorevole personaggio che ella aveva saputo far umiliare sino ai suoi fieri talloni; ma più per giovà rsene che per passione. Pensava a quei libri, a quelle letture ardenti, al di là del bene e del male, che il marchese gli aveva rivelato.
L'afa era grande: grave sopra i suoi sensi cadeva l'odore delle magnolie dal verde fogliame metallico: perturbazione dei sensi. Non vedeva più miss Edith la bionda, nè donna Bà rbera la bruna; ma quella tetra imagine, femminea, col petto scoverto e la serpe verde che rodeva le carni.
Gli parea anche di aver visto, una e due volte, gli occhi di donna BÃ rbera, tetri, sopra di lui, come se misurassero lui, uomo.
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Il più felice a Villa delle Magnolie, era Bobby. Mai aveva goduto tanta libertà ! Aquilino avrebbe voluto cominciare lo studio del greco, ma Bobby lo pregava di osservare che, probabilmente, il greco sarebbe stato abolito sul serio. Rimaneva un po' di ripetizione, e sbrigà tosi da questa, i colloqui con il meccanico delle automòbili, e soprattutto mademoiselle Joséphine.
Nell'assenza di miss Edith, era stata scoperta questa mademoiselle Joséphine, una signora â come si suole dire â di mezza età . Il suo aspetto era quanto mai imponente: il suo italiano, dopo venti anni di residenza in Italia presso le plus aristocratiche e respectable famiglie, come ella diceva, si manteneva un campionario delle sconcordanze. Delicatezza e rispetto, costituivano le due specialità che impartiva insieme alle tre lingue, francese, tedesco, inglese, indifferentemente, essendo ella, non si capiva più se francese, se tedesca, se inglese. Era a tre usi. Ma pur con tutto quel suo campionario di atrocità verso una lingua, quasi a dimostrazione del suo amore verso le altre tre, ma pur con tutto il rispetto e la delicatezza, la povera signora, idest mademoiselle Joséphine, specialmente da quando, oltrepassata la prima mezza età , era entrata nella seconda mezza età , si trovava spesso giù di servizio; e con sua sorpresa e dolore, doveva passare dalle plus aristocratiche e respectable famiglie, nella casa di una buona donna che la ricoverava a pensione.
Di questi salti, cioè dalle tavole coi fiori, i merletti, i centri, le Delikatessen, al desco che aveva per tovaglia anche un giornale, mademoiselle Joséphine incolpava la troppa perfezione del suo insegnamento trilingue; e ultimamente incolpava cette incommensurable atrocité della guerra.
Come vittima della guerra, si era presentata a donna Bà rbera, in tenuta di irreprensibile e virtuosa governante. Ma è che la povera mademoiselle Joséphine era la più innocente delle oche. La sua pudibonda maestà , non priva di rotondità appariscenti, la aveva salvata, nei primi giorni. Poi fu un disastro! Bobby, intuita, azzannata la preda, non la lasciò più. Il nomignolo che le aveva applicato era, la moglie di re Cettivaio. In fondo mademoiselle Joséphine avrebbe sopportato questo ed altro, ma a patto che due cose le fossero state concesse: mangiare bene a tavola e un pìsolo dopo mezzodì. Poi si sarebbe abbandonata alla mercè di Bobby. Ma Bobby con quella prontezza di giudizio che lo contraddistingueva, faceva appunto trottare mademoiselle Joséphine dopo il mezzodì; e a tavola sapeva, con diabolica abilità , mutarle in veleno le più saporite vivande. Ciò poi che avvenisse durante le lezioni di inglese e di francese, nelle ore afose fra le due e le tre, era un mistero di cui qualche traccia appariva nell'esclamazione: â Ah, Bobby niente gentleman con io!